DIETA PRIMA DEL CICLO

Tasto dolente per tante: i giorni prima del ciclo, dai due ad una settimana prima si ripropone ogni mese la stessa storia, una irrefrenabile voglia di dolce!
Le più golose rischiano di vanificare un intero percorso dimagrante, gli obiettivi raggiunti o in fase di raggiungimento. La colpa di chi è? Troviamo un responsabile, qualcuno su cui puntare il dito, sì a noi donne piace addossare le colpe, prendiamocela con loro, con gli ormoni! Aumenta la fame, si alza il metabolismo perchè aumenta, seppur di poche linee, la temperatura basale! Questo si traduce in 100/200 kcal in più. Una crostata intera direi che sarà eccessiva, ma potrete optare per
-qualche biscotto
-cioccolata, meglio fondente
-un cioccolatino
-fettina di pane e marmellata (attenzione non ho detto barattolo di Nutella!)
Questi alimenti non verranno accumulati, ma smaltiti.
E le gambe? Gonfissime! Sempre nei giorni antecedenti al ciclo aumenta la ritenzione idrica, sempre sotto stimolo ormonale, perciò via libera a tisane drenanti, ed a cibi ricchi di potassio: mandorle, uvetta, avocado, albicocche disidratate (queste in quanto zuccherine da assumere con molta parsimonia)..
E quando arriva il ciclo? Per fortuna questo desiderio di dolci e la ritenzione idrica se ne vanno, non ci sono più scuse care donne!

“Mi peso sempre e non mi piace quello che mi dice la bilancia…”

Magari pesarsi in continuazione servisse a fare andare giù l’ago della bilancia!
Eh no, la parola che mi viene in mente è ANSIA.food-holiday-love-holidays
Dopo le feste, a ridosso dei pranzi natalizi, che siano in casa o al ristorante, sará difficile che si continui a dimagrire.
È grave? No! Prendiamolo come un sano stop ai nostri obiettivi, poi ripartiremo.

E allora?

Pesarsi in continuazione è sbagliatissimo, mettersi allo specchio dopo questi pasti ipercalorici, ci dará un’ immagine corporea che potrebbe destabilizzare le piú fragili, ed aumentare il senso di ansia e di inadeguatezza rispetto al nostro corpo.

Sappiate che voi siete belle cosí come siete, perchè siete il frutto di tanti eventi e tante emozioni, di lotte con i cibi, di palestra che a volte vi annoia ma comunque andate, di mamme e nonne che vi amano e manifestano il loro affetto dandovi da mangiare..
Ognuno di noi lotta per qualcosa, da me vengono coloro che lottano per vedersi bene, allora fate cosí, pesatevi quando vi sentite sgonfie, quando i jeans entrano ed il giubbotto non grida vendetta quando lo allacciate!

“Dottoressa non mi sgridi, ma in queste feste ho mangiato…”

Ha fatto bene, ed io perchè dovrei sgridarla? Facciamo invece il punto della situazione.
“Ma quello dove andavo prima si arrabbiava molto se non dimagrivo!”
E lei come reagiva signora?
“Eh, non ci sono più andata!”

Il Nutrizionista lavora insieme al suo interlocutore, cerca inizialmente di conoscerlo, di entrare in empatia con lui ed il suo mondo interiore, con il suo rapporto con il cibo, capendone limiti e motivazioni. Controlla costantemente non solo i numeri, ovvero peso, massa grassa, centimetri, ma coglie le difficoltá, gli ostacoli, e modifica il percorso dove necessario. E soprattutto condivide con lui i successi.
“E perchè dottoressa, secondo lei il vecchio dietologo si arrabbiava se non dimagrivo, e lei no?”
Perchè arrabbiarsi è la strada piú facile cara signora.
Pensi a questi due casi:
Primo caso:
io Nutrizionista consegno la dieta, la bilancia deve scendere in fretta, non considero feste, amici, cene con parenti, niente di niente, se l’ago non scende io mi arrabbio.
Secondo caso:
io Nutrizionista consegno la dieta, valuto insieme al mio interlocutore l’adempienza, se non scendono i parametri che ci eravamo prefissati, chiedo le motivazioni e lavoro su quelle, nel pieno rispetto della persona, delle feste e formulo una modifica al nostro piano d’azione!
Vedete la seconda strada è la piú lunga, ma è quella che voi ed io preferiamo sicuramente!
Ricordate che non siamo solo il numero che ci indica la bilancia, ma siamo molto e molto di piú… Evviva!!

Clear Long Stem Drinking Glass

Novembre è il mese dedicato al diabete

 

Il diabete di tipo 2 può essere prevenuto con dei pratici accorgimenti:
1) misura la glicemia costantemente
2) misura la circonferenza addominale, valori maggiori di 102 cm per gli uomini e di 88 cm per le donne, rappresentano un fattore di rischio per lo sviluppo del diabete
3) fai sport di tipo aerobico
4) cambia le abitudini a tavola, rivolgendoti ad un Professionista
5) nella tua quotidianità, scegli cibi a BASSO indice glicemico, ti sazieranno di più e terranno sotto controllo la produzione di insulina

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Il magnesio

Sindrome premestruale/mestruale risolta con un cucchiaino al mattino di magnesio in acqua tiepida. Ma possibile?
Stanchezza, nervosismo, rigidità muscolare… anche questi con un po’ di magnesio.
Bè queste sono le condizioni più eclatanti che lo chiamano in causa.
Una delle poche certezze che ci sono nel meraviglioso mondo del Nutrizionista è che il Magnesio dobbiamo prenderlo.
Questo macroelemento partecipa a tantissime reazioni del nostro organismo. E’ un protagonista molto discreto, senza il quale sarebbe il caos.
Prende parte all’ovulazione, al metabolismo degli zuccheri, all’eccitabilità nervosa, al metabolismo delle proteine e grassi, alla contrazione muscolare (ed il cuore è il più importante tra tutti i muscoli!)…
Da quali alimenti lo prendiamo? Dalla verdura a foglia verde, dai miei amati frutti oleosi (con il consiglio di non aprire il pacchetto sul divano e finirlo davanti alla tv!) dalla crusca, quindi dai cereali integrali, dal cioccolato.. Insomma dal mondo vegetale.
Quando ricorrere all’integratore? Quando si vuole la certezza che il nostro organismo ne abbia a sufficienza, quando siamo irritati, stanchi, pesanti, affaticati, con dolori addominali dovuti al ciclo..
Del magnesio integratore in polvere non si deve eccedere ricordate, un cucchiaino da tè al mattino in un bicchiere tiepido di acqua, e basta.
Con due o tre cucchiaini si sfrutterà invece l’azione lassativa del magnesio.
A voi la scelta…

Formaggi ed osteoporosi

Quante volte avrete sentito dire:
“Mangia i formaggi, fanno bene alle ossa”… Cosa c’è di vero?
Qualcosa, solo qualcosa. È vero che contengono il calcio. Fine.
Ma il calcio è contenuto in tanti altri alimenti.
E nei formaggi c’è tanto sale. Sì, pensiamo a come vengono fatti, c’è una fase che si chiama “salatura” in cui le forme intere vengono immerse ripetutamente in un liquido fatto di poca acqua e tanto sale. Per osmosi il formaggio rilascia l’acqua ed assorbe il sale. Cosa farà mai questo sale alle ossa?
Il sale aumenta l’escrezione renale del calcio. Spieghiamo meglio: il sale prende il calcio delle ossa e lo manda ai reni che lo filtrano e lo buttano via con le urine.
Pensiamo alle controindicazioni del sale: vi riporto un caso recente.
In studio ho ricevuto la signora Carla che non finiva un pasto senza un pezzo di formaggio, ben stagionato. Bè era in cura al “Centro Ipertesi” ed assumeva 4 pasticche differenti al giorno per tenere bassa la pressione. Si era operata all’anca ed al ginocchio sinistro. Con lei abbiamo salutato i formaggi, con il patto che si sarebbero rivisti nel pasto libero domenicale..
Quindi cosa fa bene alle ossa?
Fa bene l’acqua calcica, la frutta oleosa (meglio al mattino per colazione), vegetali, mantenere adeguati livelli di vitamina D (quando potete mettetevi al sole, sempre con le dovute precauzioni) muoversi e tenersi in linea, per non dare troppo peso da sostenere alle nostre ossa.

Mio figlio non “mi” mangia

Quando accompagno mia figlia alla Scuola dell’Infanzia sento mamme che si raccomandano (ore 8.30 del mattino) al figlio di mangiare tutto al pranzo che farà a scuola, invece di esortarlo a divertirsi! Sapete, in realtà ai bimbi non si dovrebbe parlare di “mangia tutto, la verdura fa bene, la carne ti fa venire i muscoli…”

A quell’età, quindi parliamo dai 3 ai 5 anni, i bambini devono avere un unico atteggiamento nei confronti del cibo proposto: la curiosità!

La curiosità di quell’età è partecipazione, aiuto nella preparazione dei piatti con la mamma, è gioco, è fantasia.. Insomma è fondamentale.

Un bambino smette di essere curioso nei confronti del cibo quando avverte i problemi intorno: le ansie della mamma, l’insistenza nell’assaggio dei piatti, il confronto con le altre mamme, ad esempio:

“Mio figlio mi mangia i cavoli, il minestrone, la pasta con le verdure…”

Questo getta le mamme di bambini meno appetenti in un baratro, iniziano a mettere in discussione persino la loro bravura di mamme.

No mamme, siate sicure di voi e fiduciose dei vostri figli, cercate di mantenere viva la loro curiosità, e se non mangiano la verdura a 3 anni rispettateli, continuate a riproporgliela, portateli nell’orto, spiegategli dove nascono le verdure, la frutta, raccontategli le storie di voi quando eravate piccoli  e che rapporto avevate con il cibo..IMG_20150506_112540.jpg

E togliete dal vostro vocabolario il non “mi mangia”: i bimbi sono persone a sè, vanno coinvolti in una graduale educazione alimentare nel rispetto dei loro gusti, delle loro “stranezze” e delle difficoltà che alcuni di loro hanno ad accettare piatti verdi o marroni.

Dimagrisci in sicurezza

Il gruppo dei Biologi Nutrizionisti italiani, di comune accordo condivide la diffusione di questo articolo.

L’intento è quello di informare correttamente i cittadini riguardo le figure proposte dalla diet industry, come quella del coach alimentare, e tutto ciò che gira intorno a questo business.

Che cos’è un coach alimentare? Non è una figura riconosciuta, sono individui non formati professionalmente, che si improvvisano tali, semplicemente per guadagnare sulla vendita di prodotti, come integratori alimentari.
La vendita è soventemente incentivata da false promesse di una rapida perdita di peso, senza difficoltà e rinunce. A tal proposito ricordiamo che gli unici professionisti che possono prescrivere o elaborare una dieta sono il Medico il Biologo Nutrizionista ed il Dietista.

Ricordiamo inoltre che l’utilizzo di integratori può essere utile in alcune situazioni di CARENZA NUTRIZIONALE ACCERTATA o di AUMENTATO FABBISOGNO, ma in altre condizioni, contenendo sostanze concentrate ad azione biologica, POSSONO NUOCERE ALLA SALUTE; è quindi fondamentale che la prescrizione o indicazione al consumo di tali integratori venga effettuata da personale specializzato (Medico, Biologo Nutrizionista, Dietologo, Dietista).

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L’utilizzo indiscriminato o eccessivo di questi prodotti può essere pericoloso per la salute, riportiamo qui alcuni studi scientifici che evidenziano la relazione tra consumo di integratori alimentari e danni organici.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/…

 

Tutto merito dei laccetti delle scarpe…

Al primo colloquio spesso le persone mi raccontano il loro problema e, nella maggior parte delle volte, è legato ad un eccesso di peso. Poi mi enunciano le loro richieste e le modalità che adotterei nell’aiutarli ad accogliere i loro obiettivi. Mi raccontano quanto pesano, la loro altezza, gli eventuali problemi di salute.. e parliamo ben volentieri a lungo.
Ma ad un certo punto li interrompo e chiedo: “Perché lei vuole dimagrire?”

Questa è la parte più interessante!! Sento di tutto ed accolgo la personale e spesso sofferente motivazione del mio interlocutore..
Da subito capisco la loro determinazione al cambiamento.
Dico sempre che ci sono motivazioni di serie A, B e C.

Quelle di serie A sono le motivazioni forti, quelle legate alla persona ed alla sua difficoltà reale nella gestione della vita quotidiana. “Dottoressa non riesco più ad allacciare le scarpe”.

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Questa è la più bella in assoluto. Mi fa capire che ci si è spinti troppo oltre, che il non riuscire a compiere un gesto così naturale come il chinarsi, calzare le scarpe ed allacciarle è il frutto di anni ed anni di uno stile di vita sbagliato. Il mio lavoro in questo caso sarà sì lungo e difficile che partirà dalle basi, dall’educazione ad una sana alimentazione, ma io so che i risultati arriveranno!  Queste sono le persone più determinate  al cambiamento.

Ce ne sono altre due di serie A che mi garantiscono il successo:
“Ho ritirato ieri le analisi, troppi asterischi” e la seconda è: “Ho bisogno di sentirmi e vedermi bene!” Viva la serie A!!

Quelle di serie B invece spesso sono legate non a noi direttamente, ma alle amiche, ai familiari, colleghi, marito..
“Mio marito mi dice che sono grassa”, oppure: “La mia amica (in carne) mi ha detto che ho un sedere troppo grosso” o peggio: “La chiamo perché una collega è venuta da lei ed ora sta benissimo quindi proverò, se lei è riuscita cosa ho io in meno?!!” Non partono da noi, vedete riflettono il volere degli altri, e la nostra paura di non compiacerli. In questo caso è il tempo che smaschererà la loro reale motivazione.

Ma l’unica di serie C che so già sarà fallimentare è legata al passato, ad un nostalgico ricordo ed è racchiusa lì:
“Venti anni fa ero magra e mettevo gli abitini, andavo a ballare, mi guardavano, stavo proprio bene! Voglio tornare a pesare come venti anni fa”.

SOS per la Nutrizionista

“La pasta? Io?? No…”

“La pasta? Io?? No no quella per carità fa ingrassare, mi metta a dieta e non me la dia!”

Quante volte me l’avranno detta questa frase?!!
“Ma signora/signore e cosa le avrà mai fatto un piatto di pasta?”

Quando si decide di andare dal Nutrizionista c’è chi la vive come un prendersi cura di sé e della propria salute, e chi la vede come una sorta di punizione. E come tale la affrontano.

“Voglio perdere almeno 10 kg in un mese e per carità la pasta…”

Nulla di più sbagliato!

Nell’immaginario collettivo, vuoi le innumerevoli riviste che trattano drastici dimagrimenti, vuoi le pubblicità di sostitutivi dei pasti o miracolosi integratori, vuoi l’amica che segue la “dieta dell’ananas”, viene associato il dimagrimento all’eliminazione totale della pasta.
Eh no, non ci siamo! Vi dirò che partecipo a dei bei dimagrimenti dando ai miei pazienti anche la pasta! Certo con degli accorgimenti.
Il primo è l’utilizzo di pasta integrale, più completa dal punto di vista nutrizionale di proteine, vitamine e fibre. Le fibre che ahimè con la raffinazione si perdono aumentano il senso di sazietà, abbassano la glicemia ed anche il colesterolo!
Il secondo accorgimento è l’abbinamento ad una fonte di proteine (salvo patologie accertate dal medico che prevedano una dieta ipoproteica). Il fabbisogno proteico secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità è di 0.8 grammi di proteine per ogni kg di peso corporeo, valore che viene saltuariamente raggiunto dalle persone. Le proteine sono necessarie per il nostro trofismo muscolare, per un corretto funzionamento del sistema immunitario, per attivare il metabolismo e contrastare gli effetti dell’insulina che ormai tutti conosciamo, grazie alla produzione dell’ormone antagonista, il glucagone. E tra gli effetti del glucagone c’è proprio quello di attivare lo smaltimento del tessuto adiposo!

Ma veniamo alla pratica un buon piatto di penne integrali con gamberi e zucchine, o con il tonno…

“Quanti gamberetti mettere, quanto tonno?” La risposta è: “Di più”!!pasta-tonno-ashx

Non tre o quattro gamberetti o un pezzettino di tonno. Guardate la pasta e bilanciatela visivamente ai gamberetti o al tonno, e fate la stessa cosa per la verdura che accompagnerà ogni vostro pasto.

Buon appetito